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Dc:"Viti non incanta e non convince" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe POTENZA - Seg. Reg. Dc Basilicata   
Sabato 04 Giugno 2011 12:34

Gentile direttore,
sarebbe scontato dire che se Viti – come lei scrive oggi -  “non incanta e non convince”, a noi non ci sorprende più già da molto. Anzi, il ragionamento del capogruppo Pd, tutto filosofico-intellettuale-dotto-politichese, conferma il rischio di un “impantanamento” di idee e valori dei cattolici impegnati in politica. Come nel gioco dell’oca Pisticci non è né la casella di partenza (ripartenza) e tanto meno di metà percorso ma somiglia sempre più a quella della famosa “sosta obbligata” per pagare “pegno”. Proprio a Pisticci come a Montescaglioso abbiamo voluto, da partito-bonsai come simpaticamente ci ha definiti, lanciare un segnale, senza velleità: si può fare a meno di votare, magari otturandosi il naso, per esponenti del Pd (infierire ulteriormente sul Pdl e soprattutto a Pisticci sarebbe come prendersela con i boyscout), come scelta obbligata. E siccome non ci aspettiamo nulla di nuovo dalla direzione regionale del Pd di oggi proviamo a rinnovare il nostro punto di vista alla luce dell’esito dei ballottaggi in Basilicata con la vittoria “bulgara” del centrosinistra a Melfi e una situazione del tutto anomala a Pisticci dove il Pd (e con esso buona parte del centrosinistra) è maggioranza ed opposizione al tempo stesso.
Pensiamo dunque che per i cattolici impegnati in politica il modo migliore per rinnovare l’impegno civile, senza retoriche, nostalgie o pensare a nuovi laboratori politico-civili, sempre utili ma abusati, è quello di accogliere l’appello del segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, a non  farsi fagocitare dalle logiche conflittuali interpartitiche, ma facendo agire la logica del confronto costruttivo.
Il suo riferimento storico al Congresso nazionale della DC di Napoli del 1962 dove, come ci ha ricordato, Aldo Moro faticò sette camice per vincere le resistenze anche della corrente Impegno Democratico dell’on. Colombo per l’alleanza con il Psi, ci richiama alla missione storica (e sempre attuale) dei democratico-cristiani. Mi consenta, da testimone di quegli anni, una citazione di Moro al congresso di Napoli: “la D.C. è ferma e pronta a tenere il suo posto, assolvere il suo compito, continuare la sua opera determinante ed insostituibile per salvaguardare, arricchire e consolidare il regime democratico in Italia. La critica acre e demolitrice, ch'è segno essa stessa della incompatibilità che c'è tra noi ed i totalitari, non oscura né in noi né nel popolo italiano che in tante circostanze ci ha riconfermato la sua fiducia, la consapevolezza del valore costruttivo della nostra azione, del peso delle nostre esperienze e tradizioni, del servizio che i nostri uomini ed il nostro Partito rendono nel Governo, nel Parlamento e nel Paese alla democrazia italiana, di quel che significano per il popolo italiano gli ideali religiosi umani e sociali ai quali ispiriamo la nostra opera, la intatta riserva di energie, di idee, di tecniche, di esperienze, di forza morale e politica con le quali guardiamo al domani e ci prepariamo a costruire ancora una volta, secondo una funzione non esaurita e non diminuita nel corso di vicende pur complesse e difficili, l'avvenire di libertà e di giustizia del popolo italiano”. In queste parole di Moro ritroviamo le ragioni del  futuro dei cattolici nei vari partiti che è una scommessa e una chance affinché la politica prenda la piega di un concorso costruttivo e non lacerante, alla ricerca del bene comune e non solo di quello di una parte. L’interesse di parte non può oscurare la visione e la ricerca del bene generale.

Dunque in nome del contributo fondamentale dato dai cattolici nella storia della Repubblica Italiana, va ripreso il dibattito storico sulla necessità di un partito 'dei' cattolici o 'di' cattolici superando visioni integraliste e clericali dei rapporti tra sfera religiosa e politica. I valori essenziali della Carta Costituzionale sono rimasti gli stessi che hanno orientato intere generazioni di cattolici in politica. Ricordarsene è però fondamentale per tentare una soluzione di uscita specie in Basilicata dove ogni politica per i cattolici è esclusivamente nelle mani del Governatore.
La Dc, in sintesi, non intende delegare a nessuno la difesa dei valori dei cattolici e rinnova il suo impegno a realizzare le condizioni per una nuova stagione di protagonismo dei cattolici impegnati in politica, attraverso un progetto che mette al primo posto la pari dignità delle aree politiche, culturali, civili che vogliono diventare alternativa al centrosinistra.

Giuseppe Potenza, segretario regionale DC

 

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