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DC: RIDURRE INDENNITA’ CONSIGLIERI E COSTI POLITICA PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio stampa Dc Basilicata   
Mercoledì 03 Agosto 2011 10:46

“La petizione popolare promossa dalle donne di Lauria del Comitato “Se non ora quando?” per chiedere al Consiglio Regionale di abrogare l’indennità dei consiglieri regionali ha tutto il nostro sostegno tenuto conto che dal 2006, quando abbiamo ripreso nelle mani lo scudo crociato Libertas (come risulta dalla nostra campagna dell’epoca documentata da articoli dei giornali), sino all’insediamento della Giunta De Filippo nell’aprile 2010 (come risulta dal nostro primo comunicato di commento per il nuovo esecutivo di questa legislatura), abbiamo sempre sostenuto la necessità di un taglio, almeno del 30%, delle attuali indennità dei consiglieri oltre che di tutti i privilegi di cui godono”. E’ quanto afferma la segreteria regionale della DC-Libertas della Basilicata.

“Se qualcuno in Basilicata avesse ancora qualche dubbio sul valore fortemente democratico e di equità sociale di questa battaglia – si aggiunge nella nota – per rimuovere le ultime eventuali perplessità dovrebbe essere sufficiente riflettere sulla notizia del giorno che riguarda il direttore sanitario dell’Asm, l’azienda con un buco di oltre 24 milioni di euro, che ha ottenuto un “ritocco” di stipendio per un ammontare che supera i 150mila euro l’anno, vale a dire l’equivalente della pensione minima di circa 50 nostri pensionati. E la nostra battaglia contro i vitalizi d’oro degli ex consiglieri ci ha visto negli anni passati polemizzare fortemente con la Commissione degli ex consiglieri che aveva presentato negli anni 2007-2008 una richiesta di adeguamento delle pensioni sino a provocarne lo stop. Dunque per noi l’abbattimento del costo a carico della collettività dei politici non è certamente una questione di moda e di tendenza come invece accade per altri che, tra l’altro, si riempiono la bocca della necessità di ridurre i costi della politica salvo poi a fare tutto il contrario. La riduzione del 10% delle pensioni d’oro e del 5% delle indennità dei consiglieri, amministratori e direttori generali, in vigore da quest’anno – a parere della DC – sono del tutto inadeguate rispetto ai ticket sanitari che pagheremo e sono solo un modo per allontanare le critiche e le proteste più che legittime dei cittadini lucani che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Dunque lo “scandalo” delle indennità riguarda anche i presidenti, amministratori e commissari di tanti enti e richiede un rinnovato protagonismo dei cittadini-elettori per mettere un freno a carriere politiche brillante ed altrettante brillanti situazioni patrimoniali”.    

 

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