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DC: Dimissione forzata di MANCUSI PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio stampa Dc Basilicata   
Mercoledì 14 Novembre 2012 11:22

Gentile direttore,

il tentativo del Governatore De Filippo di “smontare” la corretta e reale ricostruzione fatta da La Nuova del Sud - va sottolineato come comportamento giornalistico unico - tutta sugli elementi politici (e non giudiziari) che hanno portato alle dimissioni “pilotate” dell’assessore Mancusi non è convincente. Come non è convincente l’affermazione dello stesso Presidente tesa a far passare le dimissioni dell’esponente dell’Udc come una “decisione presa in totale e assoluta autonomia”.

Non è così e condivido in pieno l’analisi de La Nuova del Sud. Non ci vuole fantasia e creatività per leggere quelle dimissioni come decisione imposta in nome di un’eticità che non ha proprio nulla a che fare con la tutela del diritto alla giustizia che riguarda ciascun cittadino. Un giudizio già emesso che ricorda l’atteggiamento di tanti giudici contro i politici e che trova terreno fertile nel clima di antipolitica dilagante con l’obiettivo di voler dimostrare la propria “diversità” (tutta da provare, nel senso che ci sono scheletri negli armadi dei Palazzi della Regione non ancora rimossi).

Non saremo certo noi democristiani a svolgere le funzioni di difensori di ufficio dell’uomo più rappresentativo di un partito quale l’Udc che ci vede da tempo in divergenza di strategia politica, sia pure partendo da valori cristiani comuni, ma pensavamo che la stagione del giustizialismo facile, dei politici alla “gogna” (come non usare questo termine leggendo da giorni i giornali che, ad eccezione de La Nuova del Sud, pubblicano pezzi di intercettazioni telefoniche e di deposizioni-interrogatori di un pentito, con rarissimi legami alla vicenda giudiziaria che riguardebbe Mancusi) fosse definitivamente sepolta.

Mancusi saprà difendere la sua onorabilità, ne siamo certi, nelle sedi opportune. Quello che invece spetta alla politica e ai partiti è di scongiurare che il confronto-scontro tra differenti posizioni scada in un ignobile attacco all’uomo, trasformando le sedi della politica in aule giudiziarie. Per questo averlo scaricato dopo averne utilizzato i consensi elettorali (e dei cattolici) è un atto che va segnalato all’opinione pubblica specie se in altri analoghi casi e in presenza di avvisi di garanzia reali e non a mezzo stampa il comportamento è stato differente. Per noi la ricerca della verità di presunti e gravi reati appartiene alla magistratura mentre alla politica spetta il compito di recuperare credibilità senza per questo fare del grillismo a buon mercato perché a perderci è anche chi fa il moralizzatore: prima o poi qualche scheletro dall’armadio può anche fuoriuscire.

Giuseppe Potenza, Dc-Libertas

 


Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Novembre 2012 11:25
 

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