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DC: UN CONTENITORE DI BUONA POLITICA PER I CATTOLICI PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio stampa Dc Basilicata   
Martedì 15 Gennaio 2013 18:20

“I cattolici lucani (come nel resto del Paese) sono fortemente disorientati e la fase di cambio di casacche (dall’ MPA all’UDC), come il tentativo di marketing di immagine dei Popolari Uniti (ex Udeur di Mastella) diventati adesso “moderati” secondo un termine di moda, sono destinati ad accrescere la confusione sui troppi “centri” e i troppi soggetti che si richiamano alla dottrina sociale della Chiesa”. E’ quanto sostiene il segretario regionale DC-Libertas Giuseppe Potenza, per il quale “la vigilia delle elezioni politiche si caratterizza con l’immancabile e tradizionale fase di posizionamento individuale che è poi espressione tipica del trasformismo. Per questo, penso che le uniche indicazioni utili (e soprattutto disinteressate rispetto a destini di partiti e singoli esponenti) vengono proprio dagli organismi rappresentativi delle comunità ecclesiali e parrocchiali. Di fronte alla tentazione molto diffusa del disimpegno e del disinteresse sui temi del bene comune e delle scelte che lo realizzano e governano – è l'indicazione del mondo ecclesiale - è necessaria e urgente l’opera educativa delle comunità cristiane affinché solleciti tutti alla partecipazione attiva e responsabile all’appuntamento elettorale attraverso: un’adeguata informazione su programmi e candidati, l’esercizio del proprio voto, l’impegno attivo di un numero sempre maggiore di laici cristiani nell’attività amministrativa e politica. Dunque – dice il segretario dello scudo crociato - il processo di nuovo protagonismo dei cattolici in politica va avanti, ma è indispensabile per i cattolici individuare il contenitore della buona politica. Più che un atteggiamento, un cattolico con responsabilità nelle istituzioni deve spendersi per un progetto di vita. Mi permetto di fare osservare ai todini di rito montezemoliano, che lo spirito cooperativo tra laici e cattolici, già operante nel primo tempo della Repubblica, lo è anche, e non da oggi, nel suo secondo tempo, dentro un po’ tutti i partiti. Non è una geniale invenzione di questa stagione. Mi spiego: la giusta riposta a chi eccepisce, da destra e da sinistra, sarebbe quella di astenersi dalla pretesa di rappresentare più e meglio di altri la base cattolica, di fare uso parsimonioso di quelle insegne associative, di non spendere il nome di sigle gloriose dentro la competizione politica, di non accampare primogeniture. In definitiva, di guadagnarsi sul terreno proprio della politica, dei suoi valori e dei suoi programmi, l’apprezzamento e il consenso.

In un momento in cui il perdurare della crisi economica sta generando paure e insicurezze che rendono più fragile il legame tra i cittadini, occorre che la politica sappia elaborare risposte all’altezza della situazione, capaci non soltanto di farci uscire dal periodo di difficoltà, ma di migliorarci. La prima operazione necessaria è perciò quella di smascherare i trasformisti.

Infine – conclude Potenza - un invito ai candidati già scesi in campo perchè a maggior ragione se candidati cattolici si impegnino per ridare fiducia al Paese e ai suoi abitanti, presentando programmi e proposte realmente tese a costruire il bene comune: non prevalga la tentazione del disfattismo. Dai cattolici in particolare ci si attende l’impegno per rafforzare la credibilità di un impegno speso al servizio della politica perchè siano esemplari per rigore morale, attenzione alla gente, spirito di servizio, professionalità, capacità non solo di rifiutare ogni forma di corruzione ma anche di anteporre il bene comune ai propri anche legittimi interessi di parte”.

 

 

 

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