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DC: SU DL PROVINCIE DA GOVERNO SOLO ALLARMISMO PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio stampa Dc Basilicata   
Martedì 15 Gennaio 2013 18:26

DC: SU DL PROVINCE DA GOVERNO SOLO ALLARMISMO

 

“Il Governo fa solo allarmismo parlando di caos istituzionale e persino di servizi essenziali per i cittadini che non verrebbero più erogati a causa della mancata approvazione del dl di riforma del sistema delle Province, che di fatto è l'unica strada di salvezza certa per la Provincia di Matera”. A sostenerlo è il segretario regionale della DC-Libertas Giuseppe Potenza.

“Bisogna riconoscere al Pdl – aggiunge – il merito, sia pure strumentale rispetto alla posizione politica assunta, di aver sollevato la questione di Costituzionalità del dl del Governo che, come tutti hanno riconosciuto, non solo esperti costituzionalisti, non ha attuato i passaggi non certo formali in Parlamento ed ha tagliato le Province sulla base di criteri non condivisibili. E' questa del resto la posizione della Provincia di Matera con il ricorso al Tar del Lazio. Non capisco perchè – dice Potenza - debba regnare il caos nel momento in cui le Province continueranno a svolgere il proprio compito a meno che non si pensi ad ulteriori tagli agli stessi enti intermedi per far loro mancare l'ossigeno e prenderli per asfissia. Colgo una grande contraddizione politica perchè è lo stesso Governo a riconoscere che le Province hanno un ruolo indispensabile nel sistema istituzionale del Paese per i servizi essenziali che svolgono ai cittadini, altrimenti non griderebbe “a lupo!” . Come e' chiaro che queste funzioni non possono essere svolte ne' dalle Regioni ne' dai Comuni. E' in fondo la tesi sostenuta da sempre dal Presidente Stella che al di là della condivisione di facciata non credo abbia ottenuto dalla classe politica e dirigente regionale quei passi richiesti non formali per garantire la continuità dell'Ente. Per esempio ci sono Regioni che hanno affiancato le Province nei ricorsi al Tar proprio sui principi costituzionali calpestati, cosa che da noi non è avvenuta.

Quanto al mancato risparmio lamentato da Monti è stato confutato in più occasioni perchè l'accorpamento delle Province non è in grado di produrre grandi risparmi”.

Per il segretario DC “i senatori lucani non devono considerare conclusa quella che è una battaglia di difesa dell'identità di un territorio e di una comunità. Spetta a loro trovare una soluzione, riducendo i tagli ai bilanci previsti dalla legge di stabilita', per continuare ad assicurare ai cittadini il mantenimento dei servizi essenziali”.

Potrebbe portare al caos istituzionale, perche' non si saprebbe piu' a chi vanno le competenze (dalle strade alle scuole, dai rifiuti alla pianificazione territoriale) attribuite a queste all'esito del riordino e ci vorrebbero nuove leggi dello Stato per assegnarle. C'e' anche questa fra le osservazioni che il governo, con un appunto del dipartimento per le riforme istituzionali guidato da Carlo Deodato, ha fatto arrivare ai senatori, alla vigilia della seduta, fissata lunedi' alle 20 della commissione affari costituzionali e a pochi giorni dal previsto inizio dei lavori d'aula, su cui pende la pregiudiziale di costituzionalita' che il Pdl ha preannunciato. Non solo: la mancata approvazione del provvedimento non realizzerebbe quei risparmi importanti che erano stati stimati nella spending review dai 300 ai 500 milioni l'anno, a regime, e renderebbe problematico l'avvio, a gennaio 2014, delle citta' metropolitane perche' il sistema delle regole contenuto nell'articolo 18 della Spending non srebbe completo. Lo sarebbe diventato proprio con l'approvazione della riforma che riduce le 107 Province italiane. Una questione, quella della inversione della prolificazione nella P.A., che rischia di diventare un'occasione perduta. "L'eventuale mancata conversione in legge del dl di riordino delle Province comporterebbe una situazione di caos istituzionale", si legge nel testo arrivato nelle mani dei senatori. Vi sarebbero, infatti, "gravi e pesanti effetti" che ne comprometterebbero la funzionalita'. "Tra le conseguenze, oltre ai mancati risparmi che si sarebbero ottenuti con la riduzione delle Province, ci sarebbe una lievitazione dei costi a carico dei Comuni e soprattutto delle Regioni. Le citta' metropolitane restano istituite solo sulla carta e la loro operati Si lascerebbero i perimetri e le dimensioni delle province tali e quali, facendo 'rinascere' cosi' 35 province, si sottolinea, e verrebbe meno l'individuazione delle funzioni fondamentali delle province, che "restano titolari di sole funzioni di indirizzo e coordinamento" mentre le Regioni dovranno emanare entro la fine di quest'anno "leggi per riallocare le funzioni". Se non provvederanno "lo Stato dovra' intervenire in via sostitutiva". E ancora: "si vivra' un periodo di incertezza per l'esercizio di funzioni fondamentali per i cittadini (come manutenzione di scuole superiori e strade, gestione rifiuti, tutela idrogeologica e ambientale).

Il mancato "riordino delle Province si riflette sulla riorganizzazione dell'amministrazione periferica dello Stato e sui risparmi alla stessa collegati", si sottolinea nel testo.

'Finalmente e' chiaro

 

 

 

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