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DC:SINDACI VAL D'AGRI "AMMUTINATI" SOMIGLIANO AGLI AMMUTINATI PIRATI PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe POTENZA   
Lunedì 21 Gennaio 2013 17:13


“I sindaci della Val d’Agri “ammutinati” devono fare il mestiere per il quale sono stati votati dai cittadini e cioè quello di amministratori dei municipi e non certamente devono fare i capipopolo e tanto meno gettare la fascia tricolore per tornarsene a casa”. E’ quanto sostiene il segretario regionale della DC-Libertas Giuseppe Potenza in riferimento all’annuncio di sei sindaci della Val d’Agri di rimettere il mandato.

“La vicenda della gestione delle royalties del petrolio – sottolinea – non risale ad oggi e per le diffuse proteste dei cittadini, specie residenti nel comprensorio petrolifero, chiama in causa responsabilità politiche ed amministrative ai vari livelli. I sindaci non possono tirarsi indietro dall’assumere proprie e specifiche responsabilità, magari con una manovra populistica che risente del clima pre-elettorale. Il loro non è un bell’esempio per le rispettive comunità locali ed anzi alimenta quel diffuso distacco dalla politica e quella diffusa sfiducia nelle istituzioni che in una parola è antipolitica. Bisogna perciò fare chiarezza ed indicare come modificare i meccanismi di spesa delle royalties. Nei giorni scorsi – dice Potenza – ho letto alcuni elementi, da approfondire, della proposta del consigliere regionale Nicola Benedetto di istituire una public company controllata direttamente dalla Regione per ottimizzare al massimo i profitti, i benefici fiscali, le ricadute imprenditoriali ed occupazionali indirette e dirette dell’estrazione del petrolio. A me pare una buona idea progettuale intorno alla quale con il consenso dei cittadini e dell’intero sistema delle autonomie locali (Regione, Provincia, Area Programma, Comuni) costruire le occasioni e le opportunità di svolta nel campo del petrolio. Il primo passo per rendere efficace la proposta Benedetto – precisa il segretario DC – deve essere quello di far toccare con mano ai cittadini della Val d’Agri risultati concreti dell’estrazione petrolifera mettendo fine alla situazione determinata da anni con il Comune di Viggiano che ha la “fortuna” di avere gran parte dei pozzi e pertanto riceve direttamente dall’Eni contributi cospicui e il vicinissimo Comune di Grumento senza pozzi e trivelle che deve accontentarsi di poche decine di migliaia di euro. E’ questo un tema centrale che auspichiamo candidati e partiti affronteranno nella campagna elettorale offrendo ai cittadini la possibilità di scegliere. Più che allo storico ammutinamento del Bounty il comportamento dei sindaci della Val d’Agri a me pare quello dei pirati dei Caraibi”.

 

 

 

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