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POVERTA’: DC, AZIONI CONCRETE DI CONTRASTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa Dc Basilicata   
Lunedì 03 Agosto 2009 18:32

POVERTA’: DC, AZIONI CONCRETE DI CONTRASTO

“Di fronte alla “riscoperta” che la Basilicata, insieme alla Sicilia, è la regione più povera d’Italia, più che per gli aspetti procedurali della protesta promossa dal centro destra in riferimento alla manovra di assestamento del bilancio, ci fa piacere constatare che il consigliere regionale della Federazione di Centro Francesco Mollica, facendo sua la proposta della Dc lucana, ha presentato un emendamento per lo stanziamento di 2 milioni di euro a favore della Caritas regionale”.

 E’ quanto sostiene il segretario regionale della Dc della Basilicata Giuseppe Potenza evidenziando che l' “accordo quadro Abi (Associazione Bancaria Italiana) e Cei (Conferenza Episcopale Italiana), che introduce il cosiddetto “prestito della speranza” sara' operativo dall'1 settembre prossimo anche in Basilicata, volto a favorire l'erogazione di finanziamenti in favore delle famiglie numerose, o gravate da malattia o disabilità, che abbiano perso ogni forma di reddito e che abbiano un progetto per il reinserimento lavorativo o l'avvio di un'attivita' imprenditoriale, attraverso la garanzia di un fondo istituito dalla Cei stessa, quale unica risposta al forte disagio di numerose famiglie lucane che vivono quella che eufemisticamente l'Istat definisce sulla “soglia della povertà”. Di qui – continua Potenza - la necessità di progetti di solidarietà sociale e di «microcredito etico-sociale» anche in Basilicata da finanziare direttamente con fondi della Regione o delle royalties del petrolio, per contribuire all’attività già svolta dalle Caritas delle Diocesi e dalle Parrocchie lucane solo ed elusivamente grazie al volontariato cattolico e alle libere donazioni dei cittadini.
La lotta alla povertà e all’emarginazione – afferma Potenza – si affronta a piccoli passi, restituendo fiducia e credibilità a soggetti che il mercato considera non bancabili ma che potenzialmente, se sostenuti e  incoraggiati, come è nelle nostre intenzioni, possono rientrare nel circuito di contribuzione attivo, favorendo così l’economia del Paese e a superare la crisi imperante. In un momento di grave crisi economica come quello che stiamo vivendo, il microcredito deve trovare nuovo slancio e  diventare anche in Italia un valido sostegno al welfare per dare sollievo alle famiglie e sostenere l'avvio di piccole attività imprenditoriali: oggi il costo che una banca deve sostenere per concedere un prestito da 5mila o da 500mila euro è sostanzialmente lo stesso e questo ovviamente ostacola  il microcredito. Servirebbe una normativa che contribuisca alla semplificazione delle procedure ed al conseguente contenimento dei costi di gestione che per il microcredito assumono particolare rilevanza in funzione della necessità di accompagnamento che hanno i soggetti finanziati. Ciò significherebbe riconoscere che il microcredito è una pratica di inclusione sociale e a sostegno di uno sviluppo sostenibile”.

Ultimo aggiornamento Martedì 25 Agosto 2009 11:16
 

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